Milan Design Week 2026
"100 cose da non dimenticare"
Dopo OLTRE IL SALONE 2023, che ha portato la mostra “Senza Invito” all’interno del carcere di San Vittore, Repubblica del Design prosegue il proprio percorso di sperimentazione con un nuovo progetto che lavora ancora una volta sul rapporto tra spazio, comunità e trasformazione.
Nasce così “100 cose da non dimenticare”, un progetto che parte dalla riapertura dei rifugi e dei bunker della Seconda guerra mondiale per trasformarli in dispositivi culturali contemporanei. Non semplici luoghi della memoria, ma spazi attivi, capaci di ospitare mostre, ricerche e pratiche progettuali, restituendosi alla città come infrastrutture civiche.
Il progetto si sviluppa in occasione della Milan Design Week 2026, in collegamento con il 25 aprile, e si inserisce anche all’interno della Paper Week, costruendo un percorso che non si esaurisce nell’evento, ma che ambisce a lasciare un’eredità sul territorio. L’obiettivo è avviare una riflessione sulla possibilità di reinterpretare questi spazi come nuove forme di rifugio contemporaneo, anche in relazione alle trasformazioni ambientali e climatiche.
All’interno di questo scenario prende forma un sistema di interventi distribuiti tra più luoghi, a partire dal rifugio semi-interrato di via Bodio e dal Bunker Breda nel Parco Nord Milano. Due spazi diversi, ma accomunati dalla stessa condizione: luoghi nati per proteggere, oggi riattivati come spazi di produzione culturale.
Il progetto si apre con una serie di workshop durante la Paper Week (14–19 aprile), che anticipano i contenuti della Design Week attraverso attività di sperimentazione e costruzione. Tra questi, Stratigrafie di cartone, che utilizza elementi modulari come dispositivi espositivi e strumenti didattici; 100 Salti nel tempo, che costruisce un playground a partire da giochi tradizionali; e TechnéTECA, che lavora sulla progettazione e realizzazione di sistemi allestitivi in ottica di eco-design.
A partire da queste attivazioni, il progetto si sviluppa durante la Design Week attraverso un percorso espositivo articolato in diverse sezioni narrative, tra cui 100 Valori da ricordare, R-esistenze, 100 Salti nel tempo, Verso un lettering civile, TechnéTECA, Survival Design e Distretti resilienti.
In questo contesto, il numero “100” — che coincide anche con il centenario dell’edificio di via Bodio — diventa un dispositivo curatoriale: una soglia simbolica che attraversa i diversi interventi e che orienta la costruzione di un racconto collettivo tra memoria e progetto.
Special Event – 26 Aprile
h 10:00 – Rifugio 87
h 14:00 – Bunker Breda
Passeggiata con i curatori nelle due location e conferenza stampa
L’accesso è gratuito previa prenotazione
Prenotazione per il
Rifugio 87
Prenotazione per il
Bunker Breda
Rifugio antiaereo n. 87
Situato nel cuore del complesso scolastico “Ermanno Olmi”, Rifugio 87 è uno dei più grandi rifugi antiaerei civili di Milano, con una superficie di circa 1.200 metri quadrati.
Realizzato durante la Seconda guerra mondiale per proteggere centinaia di persone dai bombardamenti, conserva ancora oggi le tracce materiali di quel tempo: muri spessi, corridoi lunghi e silenziosi, porte stagne, numerazioni originali.

Bunker Breda
Situato all’interno del Parco Nord Milano, il Bunker Breda è uno spazio ipogeo legato alla memoria industriale e bellica del territorio. Costruito durante la Seconda guerra mondiale per proteggere operai e personale dai bombardamenti, conserva ancora oggi le tracce di quella funzione: strutture in cemento armato, ambienti essenziali e segni del tempo.
Oggi, come parte dell’Ecomuseo Urbano Metropolitano Milano Nord, si configura come un luogo di memoria attiva, dove storia e pratiche contemporanee si incontrano.













Curatela narrativa
l progetto nasce da un’occasione simbolica e storica: la Milan Design Week 2026 coincide con il centenario dell’Istituto Comprensivo di via Bodio e del suo rifugio antiaereo, oltre che con il 25 Aprile.
Le tematiche legate alla scuola, alla memoria, alla resilienza e alla cittadinanza attiva diventano motore di riflessione attraverso mostre, installazioni e attività che valorizzano l’identità del luogo. Le aziende e gli enti che partecipano – selezionati sulla base di criteri di assonanza tematica – entrano così a far parte di un racconto significativo e coerente, contribuendo a dare voce a una visione di futuro fondata su valori condivisi.


Le Mostre

“100 Valori da ricordare”
Il design come lingua dei principi che fondano una comunità libera.
Una collezione simbolica che dà voce ai principi fondanti della Resistenza, reinterpretati come parole-chiave del presente. Ogni valore — libertà, dignità, giustizia, solidarietà — diventa un frammento visivo e concettuale del lessico civile del design contemporaneo.

“100 Salti nel tempo”
Il gioco come forma di resistenza.
Un esercito poetico di cento rane di latta, dipinte da artisti e designer. Prodotte durante la guerra, questi piccoli oggetti meccanici tornano oggi come emblema di resilienza e memoria: ogni salto un gesto di libertà, ogni decorazione una testimonianza.

“R-esistenza”
Racconto “transgerazionale” con ANPI.
Un itinerario nelle tracce materiali e immateriali del luogo che ospita la mostra. Archivi, oggetti ritrovati, segni architettonici e testimonianze storiche diventano materia viva di un racconto collettivo che intreccia passato e presente, memoria e progetto.

“Techné TECA”
Sapere tecnico come archivio vivo: la memoria diventa competenza.
Un esercito poetico di cento rane di latta, dipinte da artisti e designer. Prodotte durante la guerra, questi piccoli oggetti meccanici tornano oggi come emblema di resilienza e memoria: ogni salto un gesto di libertà, ogni decorazione una testimonianza.

“Mostra Survival Design“
Dalle rovine della guerra nasce il design che insegna a rinascere.
Indagare le origini del design contemporaneo attraverso le storie di riconversione industriale del dopoguerra. Aziende nate in un contesto di scarsità e ricostruzione hanno saputo reinventare materiali, tecniche e linguaggi, traducendo la necessità in opportunità.

“Distretti resilienti”
Territori che resistono reinventandosi tra tradizione e innovazione.
Un viaggio attraverso i territori produttivi italiani che reagiscono alle crisi ambientali e industriali reinventando i propri saperi e i propri mestieri in modo sostenibile. Dai vetri di Murano alle pietre del Cusio-Ossola, il design diventa mediatore.

“Art – 72 Rooms”
La sostenibilità come forma di equilibrio culturale.
Una sezione dedicata al dialogo tra culture progettuali e pratiche sostenibili, che esplora le nuove traiettorie del design cinese orientate alla responsabilità ambientale e sociale. Un confronto aperto fra Oriente e Occidente sulle forme contemporanee della sostenibilità.

“Verso un lettering civile”
Le parole si accendono: il design diventa atto di resistenza.
Il progetto di Design Differente trasforma le lettere luminose di vecchie insegne commerciali in parole che evocano i valori universali dei diritti umani. Attraverso un gesto di rigenerazione materiale e simbolica, il segno grafico diventa atto civile.

“Bunker Breda”
Anche ciò che è accaduto continua a risuonare nello spazio.
Un attraversamento immersivo tra suoni, immagini e testimonianze che restituiscono l’esperienza degli operai durante i bombardamenti. Il bunker diventa un dispositivo attivo, dove memoria individuale e storia collettiva si intrecciano in una lettura stratificata del territorio.

“Custodire L’invisibile”
Anche la fine può essere progettata con dignità, memoria e luce.
Una riflessione sul design come strumento per elaborare la fine: materiali, oggetti e rituali che affrontano il tema del lutto con sensibilità progettuale. Le urne funerarie e le pratiche memoriali diventano qui dispositivi di continuità, non di chiusura.
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