Milan Design Week 2025
Gli Otto Immortali attraversano il mare
Alla Milano Design Week 2025, il progetto “Eight Immortals Crossing the Sea” ha portato in scena una rilettura poetica e contemporanea del mito taoista, trasformando oggetti quotidiani in strumenti magici tra artigianato cinese e design sostenibile.

Un mito antico in un contesto contemporaneo
Durante la Milano Design Week 2025, il Museo ADI ha ospitato “Eight Immortals Crossing the Sea”, una mostra ideata da Weichen Zhong e Davide Crippa nell’ambito del progetto ART-72ROOMS. Il punto di partenza è un’antica leggenda taoista: otto immortali si trovano di fronte al mare in tempesta e decidono di attraversarlo non con i soliti poteri, ma usando oggetti comuni trasformati magicamente.
La narrazione mitologica diventa il pretesto per esplorare i temi del design sostenibile, della trasformazione e della collaborazione culturale tra Oriente e Occidente.

Il venditore ambulante come figura ponte
Una delle installazioni principali rappresentava una scatola del venditore ambulante, realizzata interamente in cartone riciclato. Zhong e Crippa, travestiti da “peddler”, mettevano in scena una figura popolare dell’immaginario cinese (ma presente anche in Europa): il venditore che, portando la sua scatola per le strade, offriva oggetti curiosi, utili, quotidiani.
In questa versione contemporanea, la scatola diventa una “scatola del tesoro” di idee, oggetti simbolici e narrazioni condivise tra culture diverse.
Gli Otto Immortali e i loro strumenti magici
La seconda installazione era dedicata agli Otto Immortali, ognuno rappresentato tramite un oggetto magico reinterpretato come elemento di design:
- He Xiangu: il setaccio/fiore di loto, simbolo di autocoltivazione
- Lan Caihe: il cesto di fiori, che rappresenta la comunicazione con il divino
- Han Zhongli: il ventaglio, simbolo di rinascita
- Lü Dongbin: la spada, per scacciare il male
- Han Xiangzi: il flauto, legato alla crescita
- Cao Guojiu: lo strumento a percussione, che purifica
- Li Tieguai: la zucca, per guarire
- Zhang Guolao: il tamburo, strumento di divinazione
Questi oggetti sono stati trasformati in speaker, ornamenti e gioielli sostenibili, dimostrando come il design possa dare nuova vita a simboli arcaici attraverso materiali moderni e processi artigianali.
Puzzle, filigrana e materiali riciclati
La componente materiale della mostra è centrale: i “magic tools” sono costruiti con moduli circolari in cartone riciclato, e possono essere composti come puzzle in 15 pezzi, trasformandosi da pattern bidimensionali in oggetti tridimensionali. Grande attenzione è stata data anche all’artigianato tradizionale cinese, con esperimenti su filigrana, profumi, intarsi e gioielli. L’obiettivo? Creare un ponte tra tecniche antiche e nuove possibilità creative.
Tra i protagonisti:
- Du Jianyi, maestro gioielliere di Pechino con oltre 50 anni di esperienza, noto per aver reinventato l’uso della filigrana
- Betsy Kopmar, artista e animatrice sperimentale che ha reinterpretato il tema con l’ausilio dell’intelligenza artificiale


Cultura, mito e sostenibilità
Il progetto è anche una riflessione su come oggetti quotidiani possano contenere poteri trasformativi, se visti con nuovi occhi. In questo senso, l’approccio orientale del “Tao” — citato anche nel forum conclusivo — invita a leggere il design non solo come estetica o funzione, ma come percorso consapevole di unificazione tra mondi diversi. Durante l’evento sono state presentate anche tecniche e oggetti tradizionali come: teiere in argilla viola, smalti su vetro, ricami di Suzhou, sculture in legno, intarsi in argento e molto altro.
Uno sguardo al futuro: Design Week 2026
Il prossimo capitolo sarà “Appunti per 100 cose da non dimenticare”, una mostra allestita in un bunker, realizzata con scuole e associazioni del territorio, in collaborazione con Politecnico di Milano, IUAV di Venezia ed enti locali. Sarà un’estensione del percorso iniziato con gli Otto Immortali, ma con un focus più preciso sull’artigianato immateriale e sulla memoria come forma di design.
“Eight Immortals Crossing the Sea” non è solo una mostra, ma un racconto in cui mito, design e sostenibilità si fondono in un’esperienza poetica. Una metafora potente: attraversare il mare delle sfide contemporanee con oggetti magici nati dal quotidiano, costruiti con materiali sostenibili, e alimentati da una visione collettiva.
Come direbbero i taoisti, tutto è Tao — anche un pezzo di cartone, se racconta una storia.
